di Pierluigi Gioia

L’avete tutti notato: quest’anno, l’autunno è… poco autunnale. Le motivazioni di tale circostanza sono ovvie e le abbiamo già esposte, anche con dati piuttosto dettagliati, tante volte; per cui, non ci ritorno sopra se non rapidamente.

Il riscaldamento globale, pur insistendo particolarmente sulle zone polari e temperate, ha avuto anche effetto sulle zone tropicali, facendo aumentare di robustezza le due zone di circolazione atmosferica intertropicale, le celle di Hadley, formate dall’aria calda che si solleva dalle zone equatoriali, o meglio dalle zone di convergenza dei venti alisei (ITCZ), per poi discendere a formare le due fasce anticicloniche permanenti sub-tropicali, lungo le quali tutti sanno che sono concentrati i deserti del mondo, fra cui il Sahara.

Per questo motivo, in questa fase climatica di rapido riscaldamento, mai sperimentata nella storia geologica della Terra, la fascia degli anticicloni sub-tropicali si è espansa verso nord mediamente di qualche centinaio di km. E se d’estate, per quello che ci riguarda, questo causa una frequenza maggiore di ondate di calore di stampo africano sull’Italia, in autunno ed inverno questo respinge più a nord il fronte polare e implica una maggiore difficoltà delle perturbazioni atlantiche di entrare nel Mediterraneo. Non voglio essere noioso: mi fermo qua.

Già, perché, quest’anno, ad una circostanza nel complesso già sperimentata come quella appena esposta, se ne aggiunge anche un’altra che ora vi espongo. Se osservate la carta sottostante che vi fa vedere la posizione della ITCZ, la zona intertropicale di convezione – vale a dire la linea lungo la quale s’incontrano gli alisei di nord-est con quelli di sud-est – che si riferisce alla seconda decade di ottobre, notiamo una cosa che ci lascia un po’ perplessi: la linea rossa, vale a dire la posizione della ITCZ al 20 ottobre, si trova più a sud della norma. Che significa? Che nonostante gli alisei s’incontrassero anche più a sud del normale, sul Mediterraneo, ad ottobre, non pioveva.

Ma qui viene il bello: nei successivi dieci giorni, vale a dire l’inizio di novembre, la posizione della linea è vista molto più a nord del normale. Se, dunque, nemmeno quando la linea era più a sud della norma pioveva, tanto meno lo farà in questi e nei prossimi, visto che la fascia anticiclonica risalirà inevitabilmente verso nord, inibendo l’ingresso del flusso zonale (le perturbazioni atlantiche) nel Mediterraneo.

Della serie: io non vedo da tempo un bel minimo sul Golfo Ligure, che era il segnale incontestabile dell’arrivo di una perturbazione atlantica. Ora, le perturbazioni lambiscono l’Italia, entrano solo in quota, producono temporali autorigeneranti sul Tirreno settentrionale o sullo Ionio, con danni e allagamenti, ma non s’innesca più una bella e vasta ciclogenesi al suolo, che fa in modo che l’energia del sistema venga a distribuirsi su una fascia maggiore sia in latitudine sia in altitudine.

Ora è il festival delle “Gocce fredde”: il flusso zonale entra “a singhiozzo”, perché la vorticità positiva legata alle incursioni artiche viene ad esaltarsi, ma solo localmente, in un mare di vorticità negativa, garantita dalla fascia anticiclonica sub-tropicale.

Noi tutti amanti della meteorologia abbiamo sempre guardato ai cicloni sul Mar Ligure come ad una sorta di Nume tutelare. Ma, forse, il ciclone sul Mar Ligure diventerà presto un miraggio.

E, in effetti, facendo due conti, notiamo che, su Palazzo Mancinelli, sono caduti, dal 1° gennaio, 882 mm di pioggia. Confrontarli con le medie storiche non ha molto significato, perché il pluviometro di San Guido non è riscaldato, mentre quello di Palazzo Mancinelli sì, per cui facciamo solo riferimento alle medie registrate a Palazzo dal 2000. Ebbene, notiamo che dei 1336 mm di precipitazioni che dovrebbero cadere in un anno, ne mancano ben 454 ed è molto difficile che, nei 59 giorni che restano alla fine dell’anno, cada così tanta pioggia su Palazzo Mancinelli. Il 2025, dunque, andando avanti così le cose, sarà un anno più arido della norma, a meno di sorprese eclatanti nella seconda parte di novembre e a dicembre.

E per “sorprese eclatanti” io intendo anche vedere 450 mm di pioggia in uno o due giorni… circostanza che mi piacerebbe davvero non si verificasse mai ma che l’esperienza degli ultimi anni c’insegna che è sempre maggiormente possibile che si verifichi.

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