Eventi meteorologici notevoli dell’ultimo quarto di secolo a Palazzo Mancinelli, riassunti in poche parole per voi ma con la possibilità di scaricarne i dati
L’estate micidiale del 2003
Passata alla storia per aver provocato, fra Italia ed Europa centrale, un numero di vittime ancora imprecisato ma calcolabile in decine di migliaia di unità, l’estate del 2003 si caratterizzò per essere stata preceduta da una primavera con l’ondata tardiva di gelo e neve dell’8-9 aprile (-7,4°C a Palazzo Mancinelli), da un caldo precoce già a fine aprile, ma soprattutto da condizioni di calura costante a giugno, luglio ed agosto, con un picco di calore di 37°C raggiunto sia a luglio sia ad agosto. Giugno chiuse con una media di 22,9°C, luglio con 24,6°C ed agosto con 25,6°C, record ancora imbattuto: si tratta del mese più caldo nel nostro territorio almeno dal 1919.
Qui sotto i dati dei tre mesi di giugno, luglio ed agosto 2003
La grande nevicata del 2005
Il 23 gennaio del 2005, dopo un inizio d’inverno piuttosto mite, un’irruzione fredda di aria artico-continentale portò alla formazione di un minimo stazionario sul Centro Italia, che provocò una nevicata continua per 10 giorni sopra molte località dell’appennino Umbro-marchigiano. A Palazzo Mancinelli, che rimase isolata per almeno 48 ore, la nevicata, che avvenne con fortissimi venti nord-orientali, portò ad un accumulo di spessori nevosi di oltre due metri. La stazione meteorologica di Palazzo Mancinelli, tramite un pluviometro riscaldato, registrò 182,5 mm di precipitazione liquida nei primi 7 giorni. L’ondata di gelo proseguì, con parziali periodi di disgelo, fino all’inizio di marzo, portando all’accumulo di complessivi 309 mm di precipitazione liquida, vale a dire oltre tre metri di neve. La nevicata del 2005 fu, per quantità di neve accumulata, una delle più abbondanti mai verificatesi nella zona, seconda solo a quella del 1956, ma ben più avanti di quelle del 1985, 1963, 1990 e 1992.
Nelle foto, la prima fase della nevicata, dal 23 al 31 gennaio 2005. Al di sotto delle foto, è possibile scaricare i dati della prima nevicata e dell’intero periodo di gelo, durato fino a marzo.
















La nevicata del dicembre 2007
Inusuale per l’assoluta mancanza di vento nella quale si verificò, la nevicata a Palazzo Mancinelli del 14 e 15 dicembre 2007, con lievi nevicate anche nei successivi quattro giorni, portò all’accumulo di un manto nevoso di circa mezzo metro, con una temperatura ben al di sotto dello zero. A causa del grande spessore, accumulatosi in pochissimo tempo, ci furono problemi notevoli alla circolazione stradale, ma il paesaggio assunse connotazioni tipicamente alpine, grazie all’inusuale spessore della neve sopra i tetti, normalmente ripuliti dai furiosi venti di bufera.
Nelle foto, i primi giorni della nevicata, che durò dal 14 al 18 dicembre 2007. al di sotto delle foto, è possibile scaricare i dati del mese di dicembre 2007.









La nevicata del 9 marzo 2010
Iniziata del tutto inaspettatamente la mattina del 9 marzo 2010, la bufera crebbe in maniera notevole nel primo pomeriggio, portando all’accumulo, già in serata, di oltre mezzo metro di manto bianco. Ci furono gravissimi disagi alla circolazione, per il ribaltamento di alcuni mezzi pesanti lungo la statale n° 3 Flaminia, che venne chiusa al transito. Decine di persone, rimaste bloccate nei propri automezzi, furono raccolte dai mezzi della Protezione civile ed ospitate, per la notte, presso il Palazzetto dello Sport di Fossato di Vico, in attesa del disgelo. Nel video, si vede il clou della bufera, nel primo pomeriggio del 9.
L’ondata di gelo del febbraio 2012
Fra tutti gli eventi di gelo, quello del febbraio 2012, caratterizzato da una massiccia irruzione di aria polare continentale, proveniente dalle lontane steppe della Mongolia, fu quello che si ricorda per la sua lunghezza (ben due settimane) e per l’acume del gelo: la temperatura rimase al di sotto dello zero per una settimana, dal 2 al 9 febbraio, e ben tre giorni ebbero una temperatura media di -5°C, con venti fin quasi a 100 km/h ed un accumulo di neve imprecisato, ma impressionante: benché il pluviometro riscaldato segnò un accumulo di soli 25 mm di precipitazione liquida, la quantità di neve a terra, accumulata dai furiosi venti di “burian”, variava dai 20 ai 250 cm: i vicoli di Palazzo Mancinelli furono completamente coperti e fu necessario l’intervento della Protezione civile del Piemonte per liberare il paese dalla neve. La tormenta provocò il blocco totale della circolazione ed una chiusura record delle scuole di ben 14 giorni, uno in più rispetto al 2005. alla fine dell’ondata di gelo, fu registrata la temperatura di -10,9°C, la più bassa in questi ultimi 25 anni.
Nelle foto, alcune immagini di Palazzo Mancinelli durante e dopo la tormenta, con gli operatori della Protezione civile piemontese in azione, e, nel video, una delle fasi più violente della nevicata. In basso i dati relativi al febbraio 2012, il mese più freddo mai registrato a Palazzo Mancinelli nel nuovo millennio.


































L’alluvione del novembre 2013
Le precipitazioni da Stau, che sono una caratteristica tipica anche del clima di Palazzo Mancinelli, sono eventi che portano spesso ad accumuli notevolissimi e non solo in caso di nevicate. L’esempio più lampante è quello dell’11 novembre 2013, quando una depressione sull’Italia centrale provocò abbondantissime precipitazioni da Stau sul versante marchigiano che i furiosi venti di grecale, tramite il valico di Valmare, scaricarono anche su Palazzo Mancinelli e zone circostanti. Dal 10 al 12 novembre 2013 caddero ben 323 mm di pioggia, in poco più di 36 ore, 207 dei quali concentrati nella giornata dell’11 novembre (la più piovosa registrata dalla stazione meteo di Palazzo Mancinelli). Il risultato fu l’esondazione di tutti i torrenti e fiumi della zona, dal Rio secco – che provocò danni ingenti a Palazzo Mancinelli – al Rio Vaccara fino al Torrente Feo, responsabile della devastazione della Val del Fonno e della distruzione del Parco della Rocchetta di Gualdo Tadino. Il mese di novembre 2013, con ben 499 mm di precipitazioni, è stato il più piovoso dal 1919 e il 2013, con 1875 mm, ugualmente il più piovoso dall’inizio del XX secolo.
Qui sotto, i dati da scaricare del novembre 2013
La nevicata del 27 novembre 2013
Dopo l’alluvione del giorno 11, il mese di novembre del 2013 riservò, poi, una grande sorpresa con una delle nevicate più abbondanti ed intense mai verificatesi in autunno, con un accumulo di oltre 30 cm di manto bianco e, soprattutto, con oltre 10 cm caduti in appena un’ora di tempo nel primo pomeriggio del giorno 27.
Qui sotto, le foto relative all’evento. Sotto ancora, un filmato.











La nevicata del gennaio 2017
L’ultima nevicata abbondante verificatasi a Palazzo Mancinelli risale al 16-17 gennaio 2017. Una nevicata insolita sia perché gennaio non è mai stato un mese ricco di nevicate, solitamente confinate a febbraio e marzo, sia perché svoltasi in assenza di vento, con accumuli insolitamente abbondanti anche sui tetti. In totale, in due giorni e mezzo di nevicate incessanti, caddero 62 mm di precipitazione liquida (neve disciolta dal pluviometro riscaldato) e ci fu necessità di rimuovere lo strato nevoso con delle turbine a motore.
Nelle foto, immagini della nevicata e, nel video, le operazione di rimozione della neve con una turbina a motore. Sotto ancora, i dati del gennaio 2017.








L’ondata di caldo dell’agosto 2017
Benché l’ondata di caldo più duratura ed intensa della storia meteorologica di questo nuovo millennio sia ancora quella del maggio-agosto 2003, il picco di caldo più elevato mai raggiunto dalla stazione meteorologica di Palazzo Mancinelli, ma anche in tutta la zona di Gualdo Tadino, è quello a cavallo fra il luglio e l’agosto del 2017. Dopo essere iniziata a fine luglio, infatti, l’ondata di caldo, dovuta ad un robusto anticiclone nord-africano, dopo aver toccato i 39,5°C il 1° agosto, stabilì il nuovo primato tre giorni dopo: il 4 agosto, infatti, la temperatura raggiunse i 40,0°C, che è la temperatura più alta registrata almeno dalla Prima Guerra Mondiale nella zona di Gualdo Tadino ma, probabilmente, dell’intera storia. Che tale valore sia stato registrato non a livello del mare ma in una località pedemontana, situata a 455 metri s.l.m., è un fatto assolutamente eccezionale.
Qui sotto i dati del mese di agosto 2017, il secondo più caldo dopo l’agosto 2003, primatista ancora imbattuto
La nevicata da scorrimento del 17 gennaio 2021
Una delle ultime nevicate verificatesi a Palazzo Mancinelli è quella del 17 gennaio 2021, eccezionale non tanto perché abbondante – solo pochi centimetri – ma perché si trattò di una nevicata da scorrimento, evento rarissimo in queste zone; tale fenomeno, infatti, si verifica quando un flusso caldo ed umido viene a scorrere sopra un sottostante cuscino freddo, che si forma normalmente nelle pianure ampie e chiuse, come la Val Padana, o in conche appenniniche riparate dal vento. Nell’inverno 2021, si verificarono ben tre nevicate da scorrimento, la seconda delle quali, questa di cui vediamo il filmato, la più spettacolare ed abbondante. Una nevicata “padana” a tutti gli effetti.
L’incredibile tramonto del 27 marzo 2023
Anche un tramonto può entrare negli annali della meteorologia se, come accaduto il 27 marzo 2023, si verifica in maniera tale che il sole sbuchi, prima di scendere sotto l’orizzonte, tra l’incudine di un cumulonembo temporalesco e la virga (la traccia del rovescio di pioggia) al di sotto di esso. Evento più unico che raro, immortalato dalle foto di tantissimi utenti del sito Facebook della Stazione meteo di Palazzo Mancinelli ed assurto anche agli onori della cronaca locale.















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