
Dopo il transito dell’ultima perturbazione, che ha segnato l’inizio dell’autunno meteorologico anche dal punto di vista della fenomenologia, ci attende un periodo di tempo bello e caldo, ma non troppo: un caldo superiore alle medie del periodo, ma complessivamente accettabile, con temperature non troppo alte e tassi di umidità tollerabili.
Se osservate la carta delle altezze del geopotenziale a 500 hPa, vi faccio notare anche un’altra cosa, che a qualcuno di voi potrebbe interessare e che moltissimi fra voi già conoscono.
Se il tempo fosse governato esclusivamente dal flusso zonale, vale a dire dalle correnti occidentali in uscita dalla fascia degli anticicloni sub-tropicali e indirizzate verso oriente (destra) dalla rotazione terrestre, sarebbe estremamente facile fare le previsioni del tempo. Se, infatti, il tempo – come spessissimo succede nelle isole britanniche e in tutte le località sul bordo occidentale dei continenti a media latitudine – fosse governato SOLO (o, comunque, prevalentemente) dall’incessante scorrere verso oriente delle montagne di aria calda tropicale (i PROMONTORI) e dalle “sacche” di aria fredda artica (le SACCATURE), sarebbe estremamente semplice individuare le future condizioni del tempo.
Se osservate la carta, notate come io abbia diviso i promontori e le saccature a metà, disegnando una linea NERA per ogni figura: quelli sono gli ASSI sia dei promontori, ad esempio di quello che domani graverà proprio su di noi, sia delle saccature. L’area del promontorio che si trova ad EST dell’asse (individuata dal n° 1) è un’area il cui tempo si potrebbe riassumere così: BELLO E MIGLIORA ULTERIORMENTE. In questa zona, infatti, dopo il transito della perturbazione, la pressione aumenta, l’umidità diminuisce e il cielo diviene sempre più sereno e le temperature salgono. Poiché tutto il sistema scorre incessantemente verso est, la località avente tempo di tipo 1, poi si troverà a valicare l’asse del promontorio ed entrare nella tipologia di tempo contrassegnata dal n° 2: BELLO MA PEGGIORA. In questa zona, infatti, l’asse del promontorio è già passato verso est e le condizioni del tempo, seppure buone, peggiorano perché si sta avvicinando la saccatura: umidità, quindi, in aumento, nuvolosità in aumento graduale e temperatura in diminuzione.
A questo punto, dal settore 2 si passa al settore 3, che si trova nella saccatura, ma ad est dell’asse. Qui, il tempo è in peggioramento (BRUTTO e PEGGIORA): le nubi aumentano, così come l’umidità, si verificano precipitazioni e si intensificano e la temperatura diminuisce. Al transito dell’asse della saccatura, che è il punto dove avremo la massima concentrazione di fenomeni e che corrisponde, pressappoco, al fronte freddo, si entra nel settore 4, il cui tempo è governato da questa logica: BRUTTO MA MIGLIORA. Dopo il transito dell’asse della saccatura, infatti, la pressione aumenta, l’umidità diminuisce e la temperatura aumenta, finché non si entra nel nuovo promontorio, che nel frattempo sopraggiunge da ovest, e si rientra, così, in un nuovo settore 1 (BELLO E MIGLIORA), e poi 2… e via dicendo.
Idealmente, dunque, un clima di tipo atlantico o, in generale, oceanico, ha una regolarità notevole e, in mancanza di disturbi di tipo orografico trasversali al flusso zonale, garantisce una buona prevedibilità del tempo. Ecco perché, in Inghilterra, con un semplice barometro e con un igrometro, il tempo si poteva già prevedere dal XVII secolo, senza grossi problemi. Ed ecco perché, ancor oggi, il Servizio meteorologico inglese, ha percentuali di errore molto più basse rispetto a tutti gli altri.
Ma, ahimé, quando il flusso zonale va ad interferire (1) col Mediterraneo, che è un mare in media 5°C più caldo dell’Atlantico a parità di latitudine, (2) con le Alpi, gli Appennini e tutta la serie di sistemi orografici italiani e balcanici, l’idealità di questo flusso continuo – perdonate il gergo un po’ basso, ma voglio essere chiaro – va a farsi friggere. Io ho sin da quando avevo 12 anni un bel barometro-igrometro-termometro (meccanico) incastonato in un bel quadro di legno ma vi assicuro che, in Italia, col semplice barometro il tempo si prevede con una certa difficoltà e con percentuali di affidabilità molto basse. aggiungete, poi, che, negli ultimi decenni, il flusso zonale, per le motivazioni già tante volte spiegate, si è indebolito. ecco perché, specialmente in queste zone di latitudine inferiore come l’Italia, il flusso, spesso, “s’intoppa” e i promontori smettono di essere mobili e si trasformano in figure quasi permanenti, come succede normalmente d’estate con L’Azzorriano e l’Africano.
Per questo motivo, nei prossimi 10 giorni, il tempo resterà quasi esclusivamente nei settori 1 e 2, non entrando mai nei 3 e 4, visto che le saccature scorreranno solo a latitudini elevate. Per fortuna, a governare le sorti del tempo, noi avremo quell’anticiclone permanente che si chiama Azzorriano e, quindi, avremo aria proveniente dalle medie latitudini e non da quelle tropicali (se non in quota). Risultato? Un prolungamento d’estate in autunno, ma con temperature che solo nel prossimo fine settimana e all’inizio della prossima si avvicineranno ai 30°C. Insomma: tempo bello e accettabilmente caldo.
Per ora, di fronte polare o flusso atlantico, nemmeno l’odore…
Lasciate fuori, dunque, canottiere e t-shirt: ancora le felpe non vi serviranno, se non nelle ore notturne.
Pierluigi Gioia

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