Sta andando proprio come si era ipotizzato: le precipitazioni si stanno accumulando, specialmente al nord e al sud dell’Umbria, con una logica a sé stante, che non risponde ai normali criteri di distribuzione delle piogge al passaggio dei fronti atlantici. Se fosse, cioè, passato un normale fronte atlantico, noi avremmo avuto una distribuzione delle precipitazioni più omogenea lungo una certa linea, perpendicolare alla direzione di avanzamento del fronte.
Si è trattato, infatti, di INSTABILITA’, di fenomeni convettivi che vengono innescati da particolari condizioni favorevoli presenti solo localmente, portati a maturità da altre condizioni favorevoli diffuse su aree più larghe ed esaltati da altre situazioni, tipicamente orografiche, che la nostra penisola possiede intrinsecamente. È un territorio montuoso e collinare, accidentato, non una grande pianura come il Middle West americano o il Bassopiano Sarmatico o il Bassopiano franco-tedesco.
È un’impresa dire dove pioverà ESATTAMENTE nel nostro Bel Paese, specialmente quando a salire in cattedra è l’instabilità. 🧐
Ecco perché, questa notte, i fenomeni, essenzialmente temporaleschi, hanno imperversato specificamente su due zone, con una direttrice sud-occidentale: dal Trasimeno verso nord-est e, pressappoco, da Terni verso nord-est. Se guardate la carta degli accumuli delle precipitazioni di oggi (grazie ancora a Lineameteo!), notate che si tratta di due lunghe “strisciate” (è questo il gergo ironico meteorologico…), vale a dire due lunghe sezioni dovute allo spostamento di sistemi temporaleschi lungo un’unica linea. In queste situazioni, se si vuole vedere pioggia (o neve) bisogna beccare la STRISCIATA GIUSTA. al di fuori di queste due sezioni, lunghe e strette, dove sono caduti fino a 45 mm di pioggia, è piovuto pochissimo, ad esempio proprio a Palazzo Mancinelli, che è stata nuovamente solo lambita dal susseguirsi dei sistemi convettivi, che hanno preso di mira – come molto spesso succede – Città di castello, Gubbio, Umbertide e il Trasimeno, lasciando completamente a secco la periferia meridionale di Perugia e parte della Valle Umbra. stessa cosa per l’altra STRISCIATA a sud della regione: zone con 40 mm di precipitazioni sono vicine ad altre dove non è caduta una goccia d’acqua.
E se guardate le tracce radar, notate che, oggi pomeriggio, la pioggia continua a cadere a nord e a sud dell’Umbria, sulle medesime direttrici, e continua ad essere completamente assente nelle altre zone.
Quindi, concludendo: l’instabilità segue regole apparentemente di pura casualità ma, statisticamente, i fenomeni si distribuiscono NON COMPLETAMENTE UNIFORMEMENTE come succederebbe se seguissero unicamente la pura casualità.
Facciamo un esempio.
Se noi estraiamo per anni ed anni, in continuazione, i numeri della tombola ed annotiamo quante volte esce ogni singolo numero, alla lunga, noi troviamo che tutti i numeri, pressappoco, escono con una ricorrenza simile o addirittura uguale alla possibilità di uscita. E questo succede non perché il sistema abbia memoria degli eventi in corso e, in qualche modo, “piloti” le uscite, ma solo perché, realmente, ogni numero ha una possibilità su 90 all’inizio, una su 89 alla seconda uscita, una su 88 alla terza e via dicendo, se l’uscita è guidata da pura casualità.
Ma se noi guardiamo la quantità di precipitazioni accumulate da eventi di tipo convettivo, come i temporali, noi notiamo che, alla lunga, le differenze sono sì molto minori rispetto a quelle prodotte da un singolo evento ma non si annullano: questo significa che, alla pura casualità, si aggiungono delle ulteriori cause che, in qualche modo, pilotano gli eventi e fanno in modo che si verifichino più spesso in un punto e meno spesso in un altro. L’OROGRAFIA è uno di questi elementi in qualche modo coercenti. Ma ne esistono altri, tanto che la materia è veramente complessa. Se voi guardate una semplice carta delle precipitazioni medie, vi accorgete che l’orografia è in grado di inserire delle notevoli differenze nella quantità annua di precipitazioni che cadono in un dato territorio.
Quindi, se già l’atmosfera è un sistema caotico, voi immaginate quale ulteriore complicazione venga inserita nei calcoli per determinare il tempo, anche a breve, su un territorio come il nostro, orograficamente tanto complesso.
Ma se voi vi limitate al singolo evento, non andando a cercare lunghe ricorrenze, vi trovate di fronte ad una situazione paradossale.
Se, infatti, sia a Capanne (nei pressi di Perugia) sia a San Feliciano (a pochi chilometri di distanza) la possibilità di pioggia, stanotte, era del 75% e a Capanne non è piovuto mentre a San Feliciano sono caduti 34,5 mm di pioggia, pare assurdo ma la previsione è stata giusta per entrambe le località. Se noi entrassimo in questa logica probabilistica, e smettessimo di credere alla prescrittività delle previsioni del tempo, direi che impareremmo a parlare e a capire meglio il linguaggio dei modelli matematici e delle app che ne sono il frutto.


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