
Visto che è l’occasione giusta, vale la pena introdurre un altro concetto legato alla fisica dell’atmosfera, molto facile da intuire ed anche molto importante per comprendere l’andamento del tempo, specialmente nei pomeriggi d’estate.
Rinfreschiamo un concetto fondamentale, prima di tutto.
L’aria non può contenere un volume indefinito di vapore acqueo, ma una quantità definita e questa quantità varia con la temperatura: più l’aria è fredda (più, quindi, le sue molecole sono vicine e minore è lo spazio fra di esse) meno vapore può esservi contenuto; più l’aria è calda (più spazio, perciò, esiste fra le sue molecole), più vapore acqueo può ospitare.
In generale, quindi, l’aria calda può contenere più vapore di quella fredda. Se immaginiamo di condensare tutto il vapore contenuto in una data colonna d’aria, l’acqua liquida che si ottiene viene definita “acqua precipitabile“, perché costituisce la quantità di acqua liquida che precipita dal cielo durante un evento piovoso.
Nei giorni scorsi, anche se la temperatura ha raggiunto, almeno qui a Palazzo Mancinelli, e superato i 35°C, il caldo non è stato molto difficile da sopportare, perché abbastanza torrido, vale a dire non troppo umido. Durante il giorno, infatti, il tasso di umidità, in prossimità della temperatura massima, scendeva attorno al 40%. Che significa? Che, prendendo come punto di riferimento quanta umidità può contenere un volume dato di aria a 35°C, la quantità di vapore acqueo presente era il 40% del volume massimo, vale a dire 15,84 g al metro cubo. La quantità di vapore contenuta nell’aria, se condensata, crea la stessa massa di acqua liquida che si definisce “acqua precipitabile”, vale a dire 15,84 g (15,84 cc) di acqua per ogni metro cubo.
Oggi, alla stessa temperatura, il tasso di umidità è del 50% circa, vale a dire l’aria contiene metà dell’umidità che potrebbe contenere, cioè circa 20 g di vapore acqueo ogni metro cubo. Due le conseguenze: primo, il caldo è più afoso – ed oggi si avverte bene ; secondo: l’aria contiene più vapore acqueo, per cui, a parità di volume, è più leggera, perché il vapore acqueo è più leggero del peso medio dell’aria (dato dalla somma dei pesi specifici dell’azoto, dell’ossigeno e degli altri gas che la compongono). Contiene, allora, più acqua precipitabile.
Che cosa succede, oggi, allora?
Se guardate il cielo, lo vedete bene: le termiche sono meglio incoraggiate a salire, sia perché l’aria è più umida e leggera, sia perché, in quota, c’è aria non dico fredda, ma comunque meno calda rispetto a quella dei giorni scorsi, perché abbiamo una depressione relativa.
Oggi, infatti, uno degli indici che i meteorologi tengono in considerazione per valutare la possibilità di temporali, vale a dire l’indice CAPE (Convective Available Potential Energy) presenta valori mediamente alti, perché la colonna d’aria è abbastanza umida. Sopra l’Umbria, l’indice è superiore ai 1500 J/kg, come si vede nella mappa del modello MOLOCH IFS di Lamma Toscana. Il che significa che c’è BUONA PROBABILITA’ di temporali, visto che l’aria possiede, potenzialmente, molta energia: il calore latente di condensazione posseduto dall’aria umida.
Domani, la colonna d’aria sarà meno umida, visto che la depressione in quota si sposterà verso sud-est, lasciando spazio ad aria più secca e lievemente meno calda. La possibilità di temporali, dunque, nella giornata di Ferragosto, sarà notevolmente inferiore, pur non essendo nulla. Tenetelo in considerazione se farete escursioni in montagna.
Buona festa dell’Assunta a tutti!
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