SE VI VA DI RIFLETTERE 5 MINUTI, vi fornisco uno spunto.

C’è notte tropicale e notte tropicale.

La minima incredibile di questa mattina (24,3°C), unitamente ad una massima di 34,2°C, fa di questa giornata una delle più calde mai registrate dalla nostra stazione, con una temperatura media (lo vedremo domani) di poco inferiore ai 30°C. Sembrerebbero dati della VALPADANA! E allora, che facciamo? Andiamo a cercarci una località proprio della Valpadana che abbia avuto, oggi, le stesse temperature massima e minima. Eccola, trovata! E’ una località nei pressi di Mantova, Rivalta sul Mincio, che ha registrato, oggi, una minima di 23,5°C ed una massima di 34,6°C: sono pressappoco gli stessi dati della nostra Palazzo Mancinelli.

Palazzo Mancinelli è diventata, dunque, una località “padana”? 😱

No. Se entrambe le località hanno avuto le medesime temperature, le motivazioni per cui questo si è verificato sono state differenti.

Ve le mostro.

Scarichiamoci i grafici di temperature, umidità e vento di entrambe le stazioni, grazie alla rete Lineameteo. Trovate a sinistra i dati di Palazzo Mancinelli e a destra quelli di Rivalta.

A livello visivo, l’andamento delle temperature è pressappoco lo stesso, con una ridotta escursione termica diurna, intorno ai 10°C.

Ma guardate come sono differenti i grafici dell’umidità: nei pressi di Mantova, col fiume Mincio e i laghi attorno alla città, l’umidità, durante la notte, ha superato l’80%, avvicinandosi al 90%, mentre a Palazzo Mancinelli ha oltrepassato di poco il 60% (di notte!); di giorno, a Palazzo è scesa fino al 45%, metre a Rivalta mai sotto il 50-52%.

E il vento? Normalmente, in Val Padana, il vento è quasi assente; questa notte, a Rivalta, un po’ di brezza c’è stata, ma con velocità massime intorno ai 5 km/h. A Palazzo, invece, è stato mediamente più forte, con velocità medie massime fra 10 e 20 km/h, per poi divenire molto più forte nei pressi dell’alba.

Che si può, quindi, concludere dall’analisi dei grafici?

La coincidenza nell’andamento delle temperature fra i due centri è dovuta a differenti cause. A Rivalta, il fattore che ha determinato la minima tropicale è stato l’umidità atmosferica alta: quando, di notte, l’umidità è molto alta, il terreno, pur irraggiando normalmente la propria energia, immagazzinata grazie al sole, verso il cielo sereno e lo spazio, non si raffredda molto perché il vapore acqueo è il gas serra più efficiente che esista: intercetta la radiazione infrarossa e l’assorbe o la respinge verso terra, limitando notevolmente il raffreddamento. Questo succede normalmente in Val Padana: le temperature minime estive sono comunemente alte, spesso tropicali, proprio per l’umidità che abbonda nel catino padano, chiuso su tre lati dai monti e, sul quarto, aperto all’Adriatico. Non c’è scampo: il caldo sarà sempre afoso anche di giorno e le notti calde ed umide.

A Palazzo Mancinelli, invece, è stato il VENTO a limitare il raffreddamento: l’aria abbastanza secca ha in effetti permesso alla radiazione infrarossa di disperdersi verso lo spazio, ma il vento ha impedito all’aria di restare a contatto per una quantità sufficiente di tempo col terreno freddo, rimescolando in continuazione l’atmosfera a differenti quote ed impedendo la formazione dello strato di inversione termica che, in condizioni normali, assicura minime abbastanza basse.

Quello che succede normalmente nei pressi di Mantova, vale a dire che la temperatura non si abbassi di notte per l’eccessiva umidità, non accade normalmente e a Palazzo Mancinelli, sia perché mancano corsi o specchi d’acqua sufficientemente grandi, sia perché il terreno alluvionale della Val Padana, molto sottile, s’inzuppa facilmente e cede umidità all’aria, garantendo condizioni di afa per gran parte della giornata, mentre per Palazzo Mancinelli il terreno, calcareo, sassoso, molto ben drenante, non trasmette che in minima parte vapore acqueo all’aria, garantendo caldo abbastanza secco (torrido) per gran parte delle giornate estive.

Quale che sia la causa, però, oggi Palazzo Mancinelli e la periferia di Mantova hanno avuto le stesse temperature.

Pierluigi Gioia

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